Goodbye Lenin

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Tramonto moscovita

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A bocca aperta al museo Puskin di Mosca

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Dasvidania Italia

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Colori pensieri casa

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Barolo - una vita da selfie

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Unendo tutti i prepuzi tagliati si va fino a Marte e si torna indietro.

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Prendi un giovedì sera in cui vuoi sfuggire dall’inutile vacuità del salone del Desaign, aggiungi che sono giorni che sei incuriosita dall’ultima fatica di Lars von Trier (Nymphomaniac) e che è appena uscito The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.
E fu così che mi trovai due piani sotto terra a vedere i due film, Anderson per primo e von Trier al secondo spettacolo.
Prima considerazione: con il senno di poi li avrei visti al contrario.

Due parole su The Grand Budapest Hotel: è un po’ il solito film di Anderson, con quei colori lì, quella dolcezza lì, quella leggerezza lì. Se Moonrise Kingdom celebrava l’ammmore, questo celebra l’amicizia (ma anche l’amore). Il lobby boy Zero e la sua storia con Agatha mi hanno fatto tornare la voglia di credere in quell’amore lì, Jude Law è sempre un fico spaziale e il Grand Budapest Hotel resta meraviglioso, anche decadente.

E ora tuffiamoci nel porno filmazzo di Nymph()maniac. Premetto che ad un certo punto mi addormento, mi risveglio e il film è in bianco e nero e lei tromba con il padre, sto sognando? Sgrano gli occhi e torna a colori, lei è sempre nel letto che racconta le sue torbide storie ad un tipo vecchio che la raccatta per strada dove sembrava morta.
Lei racconta tutte le sue avventure sessuali, Mister H, Mister Y, Mister G, Mister B, Mister U, insomma, non se ne fa scappare mezzo. Mentre lei racconta le sue avventure (che per altro non sembrano soddisfarla così tanto), il vecchio le offre il te e collega le sue trombate ai pesci, a Fibonacci, alla matematica, a Bach. Con Bach si concentra il massimo della mia attenzione.

In questi 5 minuti si concentra, al mio modesto parere, tutta l’essenza del film: Bach e il suo cantus firmus.
Attenzione al parallelismo, a voce bassa monotona corrisponde Mister F rappresentato da un cesso ciccione rassicurante che la soddisfa con il cunnilingus: l’amore è sbilanciato, gode solo lei.
A mano sinistra bachiana corrisponde Mister G. G di gatto o di giaguaro. Anche detto uomo Trapano, è lui che comanda e pensa solo al proprio piacere: l’amore è sbilanciato, gode solo lui.
Infine ecco un grande ritorno, Jerome, l’ago della bilancia, il sesso che piace a tutti e due.
E Lars che scopre l’acqua calda: “IL SESSO VERO NECESSITA L’AMORE”.
Ci sentiamo meglio, ora lo sappiamo anche noi. Ci crediamo….fino all’ultimo secondo, dove ad un passo da e vissero felici e contenti………lei ci lascia con un NON SENTO NIENTEEEEEEEEEEEEE.

Soddisfatta la vostra voglia di filmz, vi lascio con un’altra citazione, che potete usare caso mai ve lo chiedessero al superquiz: “Unendo tutti i prepuzi tagliati si va fino a Marte e si torna indietro”.