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Quando sono un po’ pensierosa, quando devo riordinare le idee e quando devo concentrarmi, spesso mi metto a fare origami: “quando le mani sono occupate il cuore è sereno”, o almeno ci prova.E proprio tenendo in mano la carta proprio stasera mi è venuto da pensare alla magia nel creare, ai passaggi che fai fare al foglietto con le mani, a quei momenti in cui apri, chiudi, pieghi, riapri e non ti spieghi perché devi aprire e poi richiudere, girare e poi ripiegare. Ti guida solo una certezza, che alla fine te lo ritroverai lì, il tuo cigno, bello e tronfio, pronto a folleggiare volando in mezzo ad altri.

Quando sono un po’ pensierosa, quando devo riordinare le idee e quando devo concentrarmi, spesso mi metto a fare origami: “quando le mani sono occupate il cuore è sereno”, o almeno ci prova.
E proprio tenendo in mano la carta proprio stasera mi è venuto da pensare alla magia nel creare, ai passaggi che fai fare al foglietto con le mani, a quei momenti in cui apri, chiudi, pieghi, riapri e non ti spieghi perché devi aprire e poi richiudere, girare e poi ripiegare. Ti guida solo una certezza, che alla fine te lo ritroverai lì, il tuo cigno, bello e tronfio, pronto a folleggiare volando in mezzo ad altri.

Strano questo viaggio in Sicilia. Patrizia prima mi diceva ” ti sei riappacificata con questa terra”. Forse sì o forse lo ero già. Mi fa un certo effetto ritrovare Catania, Ortigia, Noto, Vendicari e Marzamemi che avevo conosciuto in un frenetico viaggio con Angela, Giovanni e Daniele in un agosto di qualche anno fa, ora, con questo clima che sembra primavera, la terra tutta verde e non arsa dal sole, così silenziosa e vuota. Essere in vacanza in questa settimana è quasi un lusso e sono felice di poterne godere. Non so come farò a tornare al freddo e a dire arrivederci alla ricotta dolce, allo zenzero candito, al tonno di Campisi mangiato come aperitivo per strada, al sole preso dalla panchina a mezzogiorno, alle margherite fiorite ma soprattutto a Emy Quarrella di Ortigia, milanese che 10 anni fa ha scelto di cambiare vita e venire a lavorare qui. L’ho conosciuta per caso, anche se lei stessa dice che niente succede per caso, googlolando “estetista ortigia”.

Strano questo viaggio in Sicilia. Patrizia prima mi diceva ” ti sei riappacificata con questa terra”. Forse sì o forse lo ero già. Mi fa un certo effetto ritrovare Catania, Ortigia, Noto, Vendicari e Marzamemi che avevo conosciuto in un frenetico viaggio con Angela, Giovanni e Daniele in un agosto di qualche anno fa, ora, con questo clima che sembra primavera, la terra tutta verde e non arsa dal sole, così silenziosa e vuota. Essere in vacanza in questa settimana è quasi un lusso e sono felice di poterne godere. Non so come farò a tornare al freddo e a dire arrivederci alla ricotta dolce, allo zenzero candito, al tonno di Campisi mangiato come aperitivo per strada, al sole preso dalla panchina a mezzogiorno, alle margherite fiorite ma soprattutto a Emy Quarrella di Ortigia, milanese che 10 anni fa ha scelto di cambiare vita e venire a lavorare qui. L’ho conosciuta per caso, anche se lei stessa dice che niente succede per caso, googlolando “estetista ortigia”.

Be full up, be wise

Grazie al Timido Ubriaco, ovvero la persona uomo + intelligente che conosca, per aver partorito questa nuova illuminante pillola di saggezza

Esorcicciamo :)

Ho viaggiato nel freddo
Senza volto senza età
Pilotando un
Corpo senza guida a Istanbul,
Istanbul
Istanbul baluardo sacro per
L’incrocio delle razze degli uomini brucerà


Ieri abbiamo preso il biglietto aereo, oggi bloccato l’appartamento (Airbnb ovviamente :)), tra poco si parte. Bizzarro che la mia amica Marianna un anno e qualcosa fa mi presenti Mariarosa: appuntamento in una vineria zona est, di quella sera ho un solo ricordo ovvero di un pianto lunghissimo, Mariarosa mi avrà presa per pazza. In questo anno e passa io e Mariarosa siamo diventate amiche, spesso penso che fosse abbastanza ovvio diventarlo, visto che Mariarosa e Marianna sono nate anche lo stesso giorno, l’8 ottobre. Cacofonico. Ma questo per dire cosa, come avrebbe detto Paolo Albert qualche anno fa? Per dire che tra poco Marò (perché solo nella mail è Mariarosa, per gli altri è Marò) ed io partiremo per Istanbul. Non perché ci piacesse particolarmente (o meglio anche, visto che Monica, complice Onur ce ne ha parlato spesso, così come tutti quelli che ci sono andati) ma soprattutto perché la maga ha detto a Marò che lei, il giorno del suo compleanno, doveva essere lì. E noi, che crediamo alla cartomanzia, alla neomanzia e agli oroscopi, ci saremo :)
Ho tantissimi ricordi da esorcizzare, tutti quei “ci andremo” evaporati in un banale viaggio di lavoro, non con me ma con la classica “collega di lavoro”. Quel viaggio ha sicuramente segnato la fine di qualcosa, anche se non riuscivo a vederlo. Ma questo è passato che avrei già dovuto cancellare, stritolare, dimenticare. Eppure ogni tanto ritorna, ogni tanto provo rabbia, ogni tanto ancora rancore, spesso dolore. Ma ogni tanto, quando asciugo le ultime lacrime del mio famoso piangermi addosso, mi sento bene. Non per quello che ho perso, ma per quella che ho ritrovato.

31 maggio - 22 agosto

Quando si dice il caso, i numeri e le coincidenze.
Il 31 maggio era il compleanno di mia mamma ed è anche stato il mio ultimo giorno di lavoro in Dada. Ricordo quel giorno con rabbia, amarezza, tristezza e paura ma anche con un senso di sollievo.
Il 22 agosto sarà il compleanno di mio papà e sarà anche il mio primo giorno di lavoro nuovo :)
In questi quasi 3 mesi sono passata dalla gioia alla depressione più totale in una vertigine di sbalzi di umore che mi ha soprattutto portata a conoscere meglio me stessa.

Prima mi vedevo come un omino del subbuteo, sempre in tensione per mantenere il suo equilibrio sulla mezza sfera. Ma oggi ho capito che non è quello l’equilibrio che cerco e che l’essenziale è riuscire a camminare. Sto attraversando un fiume saltellando da un sasso all’altro, non ho nulla a cui appoggiarmi: a volte non è facile, alcune volte cado, ma vado avanti e so che raggiungerò l’altra sponda. E che nel percorso dovrò attraversare altri fiumi. Cammino sapendo che ho due piedi che mi sostengono passo dopo passo, che ho una fortuna immensa e tanti amici, sparsi ma nello stesso tempo tutti molto vicini.
Venerdì mattina riparto per un’ultima vacanza (e che vacanza!!) prima di tornare a lavorare. 3 mesi possono volare così come non passare mai. Non vedo l’ora di partire, non vedo l’ora di tornare.

There is only one good thing about small town
there is only one good use for a small town
there is only one good thing about small town
you know that you want to get out.

Non so perché ma la Pittsburgh di Drella raccontata ieri da Lou Reed sul palco dell’Arena civica di Milano, mi è sembrata così simile a Santo Stefano Belbo.
Ho ripensato a quanto aveva scritto pochi giorni fa Tiziano e al rapporto che si viene a creare tra il proprio paese di origine, chi parte e chi resta.
Proprio a poche ore da un treno che mi riporterà alle mie Langhe, così amate e odiate, così belle e così diffidenti, ai miei amici di sempre, a quel verde di cui ormai sento la mancanza solo quando mi ci trovo immersa.

Après tout, c’est un monde passable
Ci sono poche soddisfazioni più belle di fare un regalo gradito. Per questo sono felice sapendo che PatPat sta trascorrendo i suoi ultimi giorni fiorentini in buona compagnia con La versione di Barney.
Per questo penso che Tiziano sia altrettanto felice di sapere che per ora quell’insulso componimento inedito “Non so fare che aspettare” rimarrà un inedito.
Poi sono felice per questa incredibile la sintonia che c’è tra Stina e me - il nostro magico cervello condiviso :)

Contagi energetici

Ecco, penso che oggi sia un giorno in cui non vorrei contagiare nessuno.

amotalbrezza:

Ci sono giorni in cui mi trasformo, a seconda delle persone con cui vengo in contatto. Come se fossi ipersensibile alle energie. La signora scontrosa alla sportello mi fa diventare molesto, il ragazzino che gioca con il campanello della bici al semaforo mi rende giocoso, il barista che rovescia il caffè mi fa distrarre dalle mie cose. In fondo non è così anormale, siamo delle enormi spugne a bagno nella vita.
E a certi personaggi succedeva ben di peggio
Woody Allen. Zelig, 1983

Anastasia & Sergio “Koichi” mi mancano tantissimo. Resta il gattino di carta, resta il profumo di fico che profuma il salotto, ma mi mancano le chiacchiere, i pranzi, le risate e le sedute charlatans. Mi manca quella capacità che abbiamo sviluppato di convivere senza pestarci i piedi, con quella voglia ciascuno di acciuffare il nostro sogno. La pesca sarà abbondante, ne sono sicura.

Anastasia & Sergio “Koichi” mi mancano tantissimo. Resta il gattino di carta, resta il profumo di fico che profuma il salotto, ma mi mancano le chiacchiere, i pranzi, le risate e le sedute charlatans. Mi manca quella capacità che abbiamo sviluppato di convivere senza pestarci i piedi, con quella voglia ciascuno di acciuffare il nostro sogno. La pesca sarà abbondante, ne sono sicura.

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It’s not too late
To feel a little more alive
Make an escape
Before we start to vaporize

Pensando alla giornata di oggi, alla mattinata a Milano sud, alla pioggia che non smette di cadere, alle nuvolette con Paolo, alla telefonata con Nicoletta, a Tiziano e alla nostra sezione investigativa, a un nome segnato dentro una finestra di Gtalk, ai mezzi pubblici, agli uffici comunali, a quello stronzissimo tassista che mi ha lavata, ai miei ospiti di Airbnb con cui mi sto trovando benissimo, al motorino che tra poco mi accompagnerà da Marianna e poi a cena da Abo.

Derive e approdi

Il tempo vola, tutto sta succedendosi in maniera rapida che quasi non ho tempo per pensarci. Mi fa strano pensare al fatto che tra poco si chiuderà un altro importante capitolo della mia vita. Milano e un trasferimento per un grande amore che si sta concluendo con una nuova grande fine di fronte alla quale però sto reagendo in modo diverso. Prima Giovanni, tra poco il lavoro. Lo scorso anno ero in via Procaccini, sola e in mezzo alle lacrime. Trovavo tutto inspiegabile. La fine di un amore può devastarti, può davvero metterti di fronte a paure e sofferenze che fino ad allora non pensavi poter esistere. C’è un solo modo per uscirne: il tempo.

Ora sono a casa nuova, sulla terrazza, a scrivere dal mio pc portatile nuovo di zecca, una birra sul tavolino, troppe in corpo, circondata dalle mie piante. Il gelsomino profumatissimo, i suoi fiori bianchi che mi fissano così come le palline blu che si caricano di luce solare. Bella serata alle cantine isola con Marò e Anna. Sono fiera della Chiara che sono diventata, sono forte, non ho paura di quello che mi aspetta. Che sia qui o altrove, sono pronta ad affrontare ogni cosa senza paura. Penso proprio di essere pronta a ripartire.