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Eppure serena per tutte le cose che sono riuscita a fare oggi: scoprire che la pila dell’impianto di irrigazione era morta,  armeggiare con il suddetto e rompere una giuntura. Andare da Leroy Merlin comprare i pezzi, tornare a casa e aggiustare tutto, riordinare le piante e infine stendere la nuova sdraio granata per mettermi qui ad ascoltare un pessimo concerto alla fabbrica del vapore intervallato da qualche tram che sferraglia e qualche sirena dei vigili del fuoco in una serata ancora luminosa e accesa. Mi bevo un sorso di mintu, prima di salutare questo ultimo giorno di giugno.

Eppure serena per tutte le cose che sono riuscita a fare oggi: scoprire che la pila dell’impianto di irrigazione era morta, armeggiare con il suddetto e rompere una giuntura. Andare da Leroy Merlin comprare i pezzi, tornare a casa e aggiustare tutto, riordinare le piante e infine stendere la nuova sdraio granata per mettermi qui ad ascoltare un pessimo concerto alla fabbrica del vapore intervallato da qualche tram che sferraglia e qualche sirena dei vigili del fuoco in una serata ancora luminosa e accesa. Mi bevo un sorso di mintu, prima di salutare questo ultimo giorno di giugno.

Un piccolo puntino.
Che facendo zoom zoom zoom diventa una luce. La luce di tante lucciole che hanno illuminato una notte speciale. 
Camminare al buio è qualcosa che non dimenticherò: il suono degli altri passi, le stelle, il bosco. E poi quel suono dei meditabondi così soave e armonico.  Per una volta ancora ho trovato un piccolo ma importante senso a questo universo. 
E devo dire grazie alla famiglia Marocco.  Al cammino lento con cui mi riconnetto con le cose veramente importanti. 
A quella stella cadente a cui ho lasciato in carico un desiderio.

Un piccolo puntino.
Che facendo zoom zoom zoom diventa una luce. La luce di tante lucciole che hanno illuminato una notte speciale.
Camminare al buio è qualcosa che non dimenticherò: il suono degli altri passi, le stelle, il bosco. E poi quel suono dei meditabondi così soave e armonico. Per una volta ancora ho trovato un piccolo ma importante senso a questo universo.
E devo dire grazie alla famiglia Marocco. Al cammino lento con cui mi riconnetto con le cose veramente importanti.
A quella stella cadente a cui ho lasciato in carico un desiderio.

Del cardellino e altre letture

C’è solo il minuscolo battito di un cuore e la solitudine, un muro assolato e il senso di una fuga impossibile.

Non è questo poi il senso della vita?

Dopo quasi un mese, ho finito di leggere “Il cardellino” di Donna Tartt. Comprato su suggerimento della mia mamma canadese (prima di meritarsi il Pulitzer e le lodi di D’Orrico), mi ha accompagnata, in formato Kindle per fortuna, nel viaggio in Russia. Coincidenza, forse, che Theo (coincidenza anche questa?) abbia un carissimo amico - Boris - russo, per l’appunto.
Un libro maestoso e potente, che va a piazzarsi tra i libri del cuore.

Cosa succede se ti ritrovi con un cuore inaffidabile? Se questo cuore, per ragioni imperscrutabili, ti porta ostinatamente, avvolto in una nube di indicibile fulgore, lontano da tutto ciò che è sano, dal conforto dei piaceri domestici, dal senso civico e dai legami sociali e da tutte quelle che vengono comunemente considerate virtù per trascinarti verso uno stupendo falò di rovina, di immolazione e disastro?


E così, con questa e altre mille domande mi sono ritrovata oggi a vagare per la Feltrinelli di Duomo, chiedendomi se mai potrà esistere un altro libro così bello. Eppure sono qualche mese fa sono inciampata in un altro libro bellissimo, “Ci rivediamo lassù” di Pierre Lemaitre. Storia completamente diversa, ambientata nel passato, durante la guerra, storia di amicizia. 

Ho imparato ad amare la montagna da adulta. La montagna è più silenziosa del mare perché non c’è il rumore del mare e ti connette più direttamente con i tuoi pensieri.
Amo calpestare la neve, sentire il mio fiato affannoso e il cuore che fa bumbum a ritmo pazzo.
Amo quando si fanno le pause al sole, amo ammirare i fiori e i colori. Il marrone delle foglie, il bianco della neve, il verde dell’erba, l’azzurro del cielo.
Mi piace perché mi sento fresca e libera e mi piace perché la fatica viene sempre ricompensata da un senso di leggerenza senza eguali.

Ho imparato ad amare la montagna da adulta. 
La montagna è più silenziosa del mare perché non c’è il rumore del mare e ti connette più direttamente con i tuoi pensieri.

Amo calpestare la neve, sentire il mio fiato affannoso e il cuore che fa bumbum a ritmo pazzo.

Amo quando si fanno le pause al sole, amo ammirare i fiori e i colori. Il marrone delle foglie, il bianco della neve, il verde dell’erba, l’azzurro del cielo.

Mi piace perché mi sento fresca e libera e mi piace perché la fatica viene sempre ricompensata da un senso di leggerenza senza eguali.

Vivere è come nuotare ci si può riuscire soltanto restando sul pelo del mare. D’altronde non si può tacere la voce che dice che in fondo a quel mare c’è un mondo migliore. E proprio quel giorno ti viene la voglia di andare a vedere di andare di andare a scoprire se è vero, che il senso profondo di tutte le cose lo puoi ritrovare soltanto guardandoti in fondo.

A me Brunori Sas piace tanto. Mi piace cantare con lui in macchina, mi piace quando urlo e non provare piùùùù nieeeeeeeeeeenteeeeeee e non avere piùùùù nienteeeeeeeeeee da direeeeeeeeeee oppure quando urlo cantando a squarciagola anche altre canzoni (come sono sol come sono sol come sono soloooooo staseraaaaaaaaaa) e poi smetto perché mi viene da piangere e così piango.

Her - il film

Dopo aver letto ben due volte su internet oggi di questo film ed averlo anche googolato, grazie al suggerimento di Pat, resami conto che il suddetto film ancora non è uscito nelle sale dell’Apollo-Anteo e che probabilmente sarà “uno dei migliori film del 2014”, mi sono comunque convinta a vederlo anticipatamente dal piccolo schermo del pc.

E così concludo questa serata con un film delizioso (con la z chiusa), very touching, al limite tra la storia di fantascienza e la storia d’amore che porterà nelle sale romantici & hypster, per l’occasione fianco a fianco nelle sale per dare, credo, un unanime giudizio positivo.

La trama è molto semplice, i colori molto instagram, le musiche molto cool, la voce di Scarlett molto sexy (gli hypster guarderanno la versione v.o., i romantici il doppiaggio della Ramazzotti e gli hypster diranno che il doppiaggio della Ramazzotti non ha niente a che vedere con la voce originale della Scarlett pur senza aver sentito neppure una frase doppiata dalla Ramazzotti), lui intrigante, con quegli occhialetti, il suo lavoro molto fico.

Insomma un bel film che scavalca, perché io ho un animo molto romantico, sia Nebraska (fossi il regista di Nebraska lo rifarei uscire a colori ma non troppo Instagram, direi più contrastati), sia American Hustle.

Tra le frasi da annotare 

- Il passato è una storia che ci raccontiamo

Sono molto felice domani di andare qui. E chissà che Marco si ricorderà di quella ragazzina secchiona e un po’ grassottella a cui si dedicò nella correzione delle bozze della tesi, quando era ricercatore nonché assistente del professor Paolo Sibilla. Sono passati 15 anni e quella ragazzina ora diventata una donna (non un’antropologa) è pronta per ringraziarlo.

Sono molto felice domani di andare qui. E chissà che Marco si ricorderà di quella ragazzina secchiona e un po’ grassottella a cui si dedicò nella correzione delle bozze della tesi, quando era ricercatore nonché assistente del professor Paolo Sibilla. Sono passati 15 anni e quella ragazzina ora diventata una donna (non un’antropologa) è pronta per ringraziarlo.

Dei 13 proponimenti per il 2013

Quest’anno è stato più semplice ritrovarlo, anche perché sto saltuariamente ancora usando il quadernetto su cui ho scritto, il 31 dicembre del 2012, i proponimenti per quest’anno.
Ero in Marocco, durante il famoso viaggio a piedi nel deserto che ha dato una svolta non solo all’anno ma probabilmente a tutta la mia vita.

Archiviati i 12 proponimenti per il 2012 con un sorriso, ecco qui i 13 proponimenti per il 2013, in versione commentata da me medesima or ora.

1. Trovare il grande unico immenso amore. Ci sarà al mondo la mia metà? Vorrei smettere di cercarla.

Ho trovato una Chiara più consapevole e forte. Capace di dire dei no, di portare avanti decisioni con fermezza. E ho capito che solo quando si è ottimamente baricentrati si è nelle condizioni di conoscere qualcuno con cui provare a stare insieme da persona adulta e consapevole.

2. In questo viaggio ho conosciuto e sto conoscendo persone bellissime e ad ogni passo imparo qualcosa: libri, film, tanti racconti di viaggio. Sono andata con la mente dal Katmandu al Kilimangiaro (che pare essere una salita non così impegnativa), dalla Patagonia al Nepal. Vorrei fare un altro viaggio consapevole come questo.

Africa: Zambia e Malawi, un viaggio in un territorio unico e con qualcosa di magico. Un viaggio reso più bello da una compagnia azzeccata per quanto sulla carta strana! Ho conosciuto meglio una collega che è diventata più amica. E poi Nicole, Alice, Ben e soprattutto Lavinia ormai perfettamente integrata nella famiglia Marocco.

3. Tornare al paesello dai miei genitori un po’ più spesso, almeno 6/7 volte
Primo fallimento!! Sono tornata si è no 4 volte accidenti e anche la nascita della mia nipotina Matilde non ha spostato di molto la mia energia trasportatrice verso le Langhe. Posso rimediare. Proverò a rimediare.

4. Riuscire a risparmiare; in questo viaggio in cui ho sempre gli stessi pantaloni e in cui mi lavo con un pentolino piccolo (ed esco pure profumata) ho capito che potrei fare a meno di tante cose: vestiti, cene, cazzate.
Ehm ehm ci provo ma proprio mi è difficile!!!!!!!!!
Il tutto sta nel fatto che tornata a Milano se vedo un vestitino fico e pure scontato che faccio? Lo lascio sul manichino? Non ce la facciooooooo.
Però forse a qualche cena ho rinunciato. E sicuramente con il metodo che abbiamo intenzione di mettere a punto con Elena (scambiarci le carte di credito) potrei farcela per il 2014.

5. Fare qualche visita medica di controllo
Ci voleva una rocambolesca caduta dal motorino il giorno in cui è nata Matilde per farmi passare un’atavica paura, quella dei prelievi del sangue. Tra viaggi in ambulanza, test alcol, droghe, tac, raggi, oscultazioni, ormai non mi fa più paura nulla. In più ho fatto una bella visita al seno e il test dell’HIV. Qui proprio non ci siamo fatte mancare gggnente.

6. Incazzarmi meno al lavoro, fare scivolare di più le cose
Sarà avere acquisito più indipendenza ma sì, fatto!

7. Truccarmi prima di andare al lavoro
Tempo fa ho letto su Facebook che una donna che non si trucca prima dei 35 anni è acqua e sapone, dopo è sciatta. Vero. Diciamo che mi trucco più spesso ;)

8. Vivere con leggerezza
Ho finalmente compreso quella parola che tanto mi faceva incazzare 3 anni fa. E ora vivo con l’aplomb l’la plume.


9. Non pensare più al passato come a qualcosa che vorrei rivivere in modo diverso ma a qualcosa che mi ha lasciato gli strumenti per vivere al meglio il futuro.
Forse l’obiettivo che sento di aver centrato in modo più completo, ci abbiamo messo anni ma sono contenta del rapporto che ho ora con Giovanni. Forse ci abbiamo messo solo il tempo necessario, ma ho ritrovato una persona su cui contare. Non piango più, non sono più ossessionata dal suo pensiero (sì quella ancora la prenderei a testate e lo sa!!). Giovanni, sono felice per il tuo prossimo lavoro a Londra e anche molto fiera di te.  

10. Rifare la maratona in staffetta
Ahahhaha no grazie. 
Fallito e mi chiedo quanto dovessi essere stata a corto di idee lo scorso anno per aver scritto questa cazzata!!!

11. Non bere così tanto. Almeno per 6 mesi solo una birra a settimana per vedere se è vero che mi sgonfio
Niet, fallito. Il problema è che a me la birra proprio piace.  

12. Una cena in un ristorante bellissimo e buonissimo
Il 29 gennaio ho festeggiato il compleanno al Joia, una stellina Michelin. Io e Patrizia, una bella serata. Certo non è Piazza Duomo ;)

13. Una serata romantica sotto le stelle con le lucciole.
Nessuna serata romantica, niente stelle e niente lucciole. Ma ho un altro giorno bellissimo che vorrei ricordare. La giornata sulla neve a camminare a Cetica di fine novembre. Indimenticabile. Soprattutto il pezzo finale fatto con Lucy, Lavinia, Ugo, Claudio e il Gianotti. 

7/13 non male. Meno della metà!! Sotto un bellissimo sole, mi preparo a godermi una nuova giornata. Pronta per il mio primo San Silvestro da sola. Ma so che non sarò sola, avrò con me l’amore di tutti i miei amici vicini e lontani. Buon 2014!

Zoom dello zoom su uno spettacolo della natura che ho avuto la fortuna di vedere anche ad occhio nudo. Sulle colline di Novello (confina con Barolo per i non esperti di geografia) 5 cerbiatti che forse ci sentono e scappano via tra le vigne. Bellissimo.

Zoom dello zoom su uno spettacolo della natura che ho avuto la fortuna di vedere anche ad occhio nudo. Sulle colline di Novello (confina con Barolo per i non esperti di geografia) 5 cerbiatti che forse ci sentono e scappano via tra le vigne. Bellissimo.

Stamattina molto velocemente ho visto sulla bacheca questo video (sorry le uniche cose che ricordavo erano empathy e sympaty che ho poco fa digitato su youtube ritrovando quello che stavo cercando). Empatia e simpatia sono due concetti molto diversi e qui vengono spiegati molto bene.

I still don’t know how to resolve this equation. Un bel video, scoperto grazie a Daria, postato sul sito del NYTimes. Che dire? Che è un piccolo video sincero e che mi ha tirato fuori molte emozioni.

I still don’t know how to resolve this equation. Un bel video, scoperto grazie a Daria, postato sul sito del NYTimes. Che dire? Che è un piccolo video sincero e che mi ha tirato fuori molte emozioni.

Duemila e credici.
Non è ancora tempo di bilanci ma una giornata bellissima una delle più belle della vita va ricordata in qualche modo. Mi riferisco a ieri e al nostro pezzo di cammino con le guide di cammini.eu. Un viaggio lunghissimo, quello di sabato per raggiungere i camminatori per poi fare con loro il passo di montagna. Una giornata fatta di sole, sorrisi, serenità ma anche fatica. Io per molto tempo sola con le mie Salomon a fare da apripista su una strada innevata e soffice. Quanti passi quest’anno: Marocco, Monteriggioni, Provenza, le Langhe, le montagne lecchesi e ora di nuovo la toscana e il bosco del Casentino.Sempre con lo spirito del raffazzonato, con la divisa standard (leggings, pantaloni tecnici estivi di madre, pantaloni k-way, canotta, magliettina termica, maglioncino di cachemire, pile puzzoso 8848, k-way sopra, sciarpa, Salomon basse, cappello di lana), sempre così leggera durante il cammino. Ha ragione Elena che dice che quando cammino ogni pensiero mi vola via e mi vede stare bene. Perché sto davvero bene.

Duemila e credici.

Non è ancora tempo di bilanci ma una giornata bellissima una delle più belle della vita va ricordata in qualche modo. Mi riferisco a ieri e al nostro pezzo di cammino con le guide di cammini.eu.

Un viaggio lunghissimo, quello di sabato per raggiungere i camminatori per poi fare con loro il passo di montagna. Una giornata fatta di sole, sorrisi, serenità ma anche fatica. Io per molto tempo sola con le mie Salomon a fare da apripista su una strada innevata e soffice. 

Quanti passi quest’anno: Marocco, Monteriggioni, Provenza, le Langhe, le montagne lecchesi e ora di nuovo la toscana e il bosco del Casentino.

Sempre con lo spirito del raffazzonato, con la divisa standard (leggings, pantaloni tecnici estivi di madre, pantaloni k-way, canotta, magliettina termica, maglioncino di cachemire, pile puzzoso 8848, k-way sopra, sciarpa, Salomon basse, cappello di lana), sempre così leggera durante il cammino. Ha ragione Elena che dice che quando cammino ogni pensiero mi vola via e mi vede stare bene. Perché sto davvero bene.

Ascoltato 30 volte

Tra le cose fiche di andare in ufficio in macchina c’è sicuramente al mattino la possibilità di sfracanarmi di risate ascoltando il ruggito del coniglio su Radio 2. E tra un tricchetetracchete e un Vinicio du Marones ecco finalmente scoperta la sigla della reclame del Pocket Coffee, bella, energica, ritmata e ottima per dare il via al weekend! (ok manca ancora qualche ora, mi porto avanti)

Ho scattato questa orribile foto 3 anni fa esatti. Quel giorno mi svegliai a Santo Stefano con Moncucco avvolto nella nebbia, mattinata con colazione al Bar Roma, poi l’appuntamento in banca, a firmare un monte di carte. Poi si parte, io con la Ypsilon, i miei con la loro auto, destinazione Porlezza, un paese sul lago ancora più a nord di Lugano, sede del notaro del giannizzero da cui ha comprato casa.Sì la casa, dopo un atto veloce ho le chiavi, mangiamo in un triste bar sul lago (nebbia anche lì), torno a Milano, i miei in Piemonte.Ho il mio mazzo di chiavi e anche se so che non potrò ancora dormire nella casa nuova faccio una cosa stupida e semplice e mi reco là a vedere quel grande spazio vuoto che avrei pian piano riempito.L’ho prima riempita di cose, poi pian piano di ricordi e di presente, poi ho iniziato l’avventura con Airbnb che mi ha portata a riempirla di amici, di emozioni, di parole a notte fonda, di risate e cene. Di incubi e di bei sogni. Di piante, di quadri, di amore. Era il 15 novembre 2010, una giornata grigio standard come questa.

Ho scattato questa orribile foto 3 anni fa esatti. Quel giorno mi svegliai a Santo Stefano con Moncucco avvolto nella nebbia, mattinata con colazione al Bar Roma, poi l’appuntamento in banca, a firmare un monte di carte. Poi si parte, io con la Ypsilon, i miei con la loro auto, destinazione Porlezza, un paese sul lago ancora più a nord di Lugano, sede del notaro del giannizzero da cui ha comprato casa.
Sì la casa, dopo un atto veloce ho le chiavi, mangiamo in un triste bar sul lago (nebbia anche lì), torno a Milano, i miei in Piemonte.
Ho il mio mazzo di chiavi e anche se so che non potrò ancora dormire nella casa nuova faccio una cosa stupida e semplice e mi reco là a vedere quel grande spazio vuoto che avrei pian piano riempito.
L’ho prima riempita di cose, poi pian piano di ricordi e di presente, poi ho iniziato l’avventura con Airbnb che mi ha portata a riempirla di amici, di emozioni, di parole a notte fonda, di risate e cene. Di incubi e di bei sogni. Di piante, di quadri, di amore. Era il 15 novembre 2010, una giornata grigio standard come questa.