la parola io, questo dolce monosillabo innocente…

Da piccola, ogni volta che dicevo “io io io” i miei genitori rispondevano con “Io io io asino primo”.
Ora la parola io mi fa pensare più all’omonima canzone di Gaber che comincia proprio ricordando l’io dei bambini:

La parola io
è un’idea che si fa strada a poco a poco
nel bambino suona dolce come un’eco
è una spinta per tentare i primi passi
verso un’intima certezza di se stessi.

Sono cresciuta a Santo Stefano Belbo (“tra-Asti-e-Alba”), paese di Cesare Pavese, sono laureata in “Belle Lettere” a Genova, ho lavorato qualche anno a Torino, da 6 anni vivo a Milano e ho casa nel quartiere Chinatown.
Sono una persona ottimista, ho un motorino nero, un casco rosa. Mi piace leggere, dormire, viaggiare, fare compere, mangiar bene (nella tomba non c’è il bancomat e neppure il pata negra), bere una birra fresca con gli amici.
Da mio papà ho imparato ad essere curiosa e l’amore per l’arte, da mia mamma l’amore per il giardinaggio e una certa severità.